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Le sue opere nascono da emozioni, stati d’animo conflittuali, sofferenza. Rappresentano, come afferma lei stessa, “il relazionarsi all’esterno, renderlo impalpabile rimanendo nella propria psiche e nei propri bisogni”, l’esigenza di mostrare qualcosa che non c’è, in una sorta di puzzle in cui si ritrovano quei singoli componenti che l’hanno ispirata. Il senso sotteso non è palese, perché il risultato finale vuole essere uno stimolo per chi guarda. E può apprezzare un pieno ed armonico utilizzo dello spazio, tinte accese, eleganti accostamenti cromatici, una ricchezza informe — anzi, multiforme — di segni.” - Federico Raponi